La Dimensione dell’Attenzione.

La Medicina Informazionale agendo in una dimensione che non è quello spazio-tempo, ma che lavora in una dimensione che definirei «dell’attenzione» non è supportata da principi propri dello spazio e del tempo, come ad esempio il principio di causalità. Nella fisica classica tra causa ed effetto c’è implicita una distanza.

Può invece essere supportata dal principio dell’Entaglement della fisica quantistica, che implica la non dualità e il fatto che tutti siamo interconnessi.

Gli studi sui fotoni hanno evidenziato che la focalizzazione dell’attenzione può aumentare la presenza degli stessi nel corpo umano, che diventa così di buon grado quello che i testi sacri hanno da sempre descritto… luce.

E c’è di più perché sempre nella dimensione dell’attenzione puoi avere una luce focalizzata dalla profonda motivazione e da un’intenzione emotivamente coinvolgente… e una luce focalizzata ha un effetto laser, che può contribuire a spiegare come le dimensioni spazio temporali possano essere superate se lavori nella dimensione dell’attenzione.

In questa dimensione non parleremo più di onde elettromagnetiche, ma di luce focalizzata che può aiutarci ad interpretare come possano avvenire, ad esempio attraverso le opportune «informazioni», le guarigioni a distanza.

Per sviluppare la dimensione dell’attenzione, nella quale troverà poi collocazione la «guarigione» bisogna allenare la nostra mente con esercizi, che se ripetuti nel tempo, potranno portare le attese desiderate, ad esempio che avvenga un desiderio che abbiamo posto. Questi esercizi prendono il nome di esercizi di concentrazione: ve ne sono diversi ma quelli che vorrei utilizzare sono quelli consigliati da Grigorij Grabovoj nel suo libro «Metodi di Concentrazione» Self – Publishing 2001.

Nel corso degli esercizi di concentrazione bisogna sempre avere in mente l’obiettivo da raggiungere. L’obiettivo può consistere nella realizzazione dell’evento desiderato, ad esempio la guarigione di una malattia. Per Grabovoj l’informazione deve essere sempre sintonizzata sullo sviluppo armonico e la salvezza universale.

Il nostro pensiero non è diverso dagli occhi. La nostra coscienza non si distingue dal nostro corpo.

Dobbiamo sempre ricercare il «significato informativo» in ogni evento.

In pratica a livello della nostra percezione gli esercizi di concentrazione possono essere seguiti così come consigliati da Grabovoj:

1) dobbiamo immaginare l’obiettivo della nostra concentrazione attribuendogli una forma geometrica. Per comodità utilizzeremo un sfera, così che in questa sfera l’obiettivo della concentrazione.

2) durante la concentrazione su oggetti diversi, come vedremo, dobbiamo sempre controllare la posizione della nostra sfera e con il pensiero dobbiamo spostare la sfera nel campo della nostra percezione che emana più luce al momento della concentrazione stessa.

3) negli esercizi di concentrazione dobbiamo essere spiritualmente in sintonia con l’opera di creazione del Creatore. Dobbiamo aprirci a questo processo creativo e ascoltare il nostro intuito che ci suggerisce come meglio lavorare.

Più la concentrazione è pulita e più favorisce «fenomeni di risonanza» con il mondo che ci circonda.

Con gli esercizi di concentrazione possiamo gestire meglio il tempo di realizzazione di un nostro desiderio e realizzeremo l’armonia che ci porterà gioia nella vita.

            Esercizi di concentrazione

  1. Un esempio di concentrazione può essere eseguito durante la meditazione del mattino, all’inizio della seduta, quando pratichi la concentrazione sui vari muscoli con l’intenzione di rilassarli. Oltre a ciò poni l’attenzione al movimento dell’energia che interessa successivamente le parti del “corpo elettrico”, iniziando da muscoli della nuca e terminando con i muscoli dei piedi. Vedrai che delicatamente il movimento rotatorio e a spirale dell’energia accarezzerà con il suo passaggio tutto il tuo corpo posto in attenzione.
  2. Altro esempio è la concentrazione sopra il tallone sinistro e nel cavo popliteo sinistro negli uomini, mentre nelle donne la loro attenzione è posta a livello del gomito sinistro. Secondo Grabovoj tale concentrazione favorisce il ringiovanimento e lo stato di benessere.
  3. Altro esercizio riguarda la concentrazione sulla pianta del piede destro. Ciò permette di metterci in contatto con il punto di appoggio sulla terra, nel mondo esterno a noi. Ma questo punto di appoggio àncora la nostra coscienza alla creazione (a tutto ciò che è stato creato sulla terra), ampliando la coscienza stessa che può così interiorizzare il concetto di creazione, per cui la coscienza può intervenire nella creazione della realtà esteriore. Importante è che quando manteniamo l’attenzione sul piede destro abbiamo sempre in mente l’evento che si vuole realizzare, così che il meccanismo della costruzione della realtà prima accennato si metta in moto automaticamente.
  4. Altro esercizio è la concentrazione sul mignolo della mano destra. Possiamo praticare più volte al giorno queste concentrazioni e la durata delle stesse dipende dalla nostra volontà. Non c’è una regola per questo, nè un motivo particolare perché devi proprio concentrarti su quel dito. Ne esistono altri nove. Il concentrarsi però su uno solo crea una situazione di armonia ed è questo a cui devi mirare.
  5. Un altro esercizio consiste nel concentrarsi sulle piante. Secondo Grabovoj mentre ci concentriamo sulla pianta dobbiamo «visualizzare nel suo riflesso» l’evento che vogliamo venga realizzato; è un modo naturale per “armonizzare” utilizzando l’armonia che già le piante presentano in natura.
  6. Altro esercizio contempla la concentrazione sulle pietre o sui cristalli. Io posseggo una «pietra antica lavorata» e quando mi concentro sulla pietra mi immagino una sfera che la circonda e i particolari relativi all’evento che desidero si raggruppano gradualmente all’interno della sfera, sviluppando così il controllo della concentrazione.
  7. Un esercizio interessante è quello di concentrarsi su un oggetto qualsiasi presente nella realtà che ci circonda e cercare di intuire cosa questo oggetto trasmette all’ambiente dopo che è avvenuta la nostra concentrazione su di lui. Dobbiamo anche in questo caso concentrarci contemporaneamente sull’evento desiderato affinché possa avverarsi.
  8. L’ultimo esercizio che voglio ricordare riguarda la concentrazione sulla sequenza degli eventi. Ad esempio vedo delle nuvole in cielo e inizia a piovere: devo concentrarmi sulle gocce come conseguenza dell’evento che ha portato la presenza delle nuvole in cielo, tenendo nella mente, nello stesso tempo, l’evento desiderato.